Beneficienza online: possibile solo in rete

Cominciamo con le buone notizie, per che non lo sapesse, più del 80% di italiani ha fatto una qualche donazione nella sua vita almeno una volta, e tra questi ben uno su cinque dice di avere utilizzato la rete per riuscire a fare beneficienza. Ora utilizzare la rete da computer, ma soprattutto da tablet e dagli smartphone ormai rappresenta un dato di fatto, ed è proprio in questo modo che la maggioranza delle persone incluse nella percentuale, sono riuscite a fare beneficienza.
Molti però sono molto diffidenti dai pagamenti online, soprattutto nel caso di donazioni, per questo motivo le piattaforme charity dovrebbero essere fatte con criterio, certificate e sicure, in maniera da invogliare anche gli utenti a donare in cause giuste.

Nel 2014 si è calcolato che ognuno aveva fatto almeno tre atti di beneficienza durante l’anno, e nel 2015 si calcola un aumento del 20% su questo dato. Quali sono le cause più sostenute dagli utenti della rete? La ricerca scientifica, la salute, assistenza sociale e ambiente, sono le principali forme di beneficienza alle quali il popolo italiano sembra tenerci in maniera particolare; inoltre, quello che rende ancora tutto più facile è il metodo di pagamento, molto facile e sicuro, ma sopratutto online, senza bisogno di bollettini postali o altro. Se avete già sentito parlare di crowdfunding, allora conoscete l’argomento, in caso contrario e per spiegare a chi non sapesse, si tratta di una piattaforma nata per raccogliere i fondi per la riuscita di un impresa o di un progetto, è la beneficienza si sta muovendo anche su questo orizzonte, dando la possibilità milioni di persone di poter effettivamente partecipare al benessere di qualcuno più sfortunato, o semplicemente di poter investire in un progetto a favore dei più sfortunati.

Qualsiasi sia il caso, le associazioni di beneficienza si stanno adeguando ai tempi moderni, e stanno provvedendo sempre più a riempire la rete di possibilità di donazione. Ci sono dei siti che si occupano di beneficienza in un altro modo, si tratta di piattaforme che raccolgono le cause più importanti al mondo, da do la possibilità agli utenti di partecipare firmando a favore della causa. Si tratta di piattaforme create da attivisti nei diritti umani o animalisti, persone che combattono per un mondo migliore, ma in questo caso si tratta più di firmare e non di donare praticamente.Per favorire l’avviamento di beneficienza online, garantendo pagamenti sicuri, il grande colosso PayPal si è messo a disposizione per rendere tutto ciò realizzabile.

Verso le app per Tablet e smartphone

Quindi un ottima idea, ma come ogni buona idea, serve una buona pianificazione e preparazione, al fine di garantire una buona riuscita, e per questo motivo, si sta cercando di puntare sulla possibilità di usufruire di questi servizi online, da smartphone e tablet, perché sembra che gli utenti risponderebbero in maniera positiva, e contribuirebbero a più cause di beneficienza con donazioni più frequenti, ogni anno.

Non hai un ufficio? Ti affitto il salotto per due ore

In Italia, sopratutto durante il duro periodo di crisi, nessuno compra e si tende sempre di più ad affittare, ma l’affitto costa, perché si deve cercare prima di tutto un posto adeguato e alla cifra adeguata, e poi assicurarsi di poterlo pagare mese dopo mese. La ricerca dell’ufficio perfetto, quindi, costa tempo, fatica e denaro, mantenere un ufficio costa altrettanto, e sempre più persone decidono di creare un ufficio a casa propria per risparmiare, oppure altre trovano l’ufficio perfetto a chilometri da casa, e questo costa anche benzina e sveglia presto. In soccorso tra pochissimo un nuovo servizio esclusivo che darà la possibilità di poter affittare spazi all’ora, con tutto ciò che serve per un meeting, internet e completo arredamento.

Si tratta di un sito, disponibile anche su Android e iOS che permette di scegliere moltissimi spazi (di dimensioni diverse) e prenotare addirittura la tua permanenza, anche se non si tratta di prezzi molto economici, e per ora sono utilizzate nelle maggiori città americane, in centro a New York si trovano uffici con tariffe dai 30 ai 70 dollari l’ora, quindi se si tratta di un meeting importante, e si vuole fare una buona impressione, con 150 dollari al massimo, avrete la locazione di un re, magari affacciati al fantastico Central Park. Questa app, chiamata Breather, cambia completamente il modo di concepire qualsiasi concetto sugli affitti e sulle caparre, il tempo a cercare, basterà sfogliare online le decine di proprietà proposte, per fare poi la scelta in base alla locazione ed al prezzo più congeniale.

Storia molto simile, ad un altra app, chiamata Airbnb che nasce con la pubblicizzazione di case o stanze dove gli utenti possono prenotare e pernottare, come una piattaforma di bed and breakfast ma molto più casereccia, diciamo.In questo caso sono i proprietari che creano condizioni differenti, ma per esempio, in Italia è già molto usato e conosciuto; concetto molto simile a quello tedesco Wimdu, che permette al proprietario di stabilire condizioni a se, offrendo pernottamento anche per un solo giorno.

…Oppure tutta casa mia per un giorno!

Sia che si tratti dell’affitto orario, sia che si tratti del pernottamento o vacanza a casa di qualcuno, questo tipo di industri sembra solo destinato a crescere, e una conferma ci arriva sempre dagli Stati Uniti nei quali Airbnb ha già cominciato ad offrire il servizio di affitti mensili, quindi sembra solo una conferma di quanto è già stato detto.

Forse, il discorso di Breather è leggermente diverso, perché in questo caso si tratta di un mercato molto veloce, volto a far vita a spazi inutilizzati, insieme alla possibilità di poter affittare uno spazio anche solo per 30 minuti, un concetto che sembra davvero sorprendente, o almeno molto difficile da concepire. Eppure, i termini strettamente professionali, potrebbe aprirsi una nuova era agli affitti super veloci e alla possibilità di fare meeting ovunque nel mondo, quindi un panorama sicuramente molto allettante, e quindi aspettiamo solo di vedere cosa succederà.

Addio Internet Explorer…Benvenuto SPARTAN

Il browser più famoso al mondo ci abbandona perché a beventi anni dalla sua nascita Microsoft ha deciso di sostituirlo con SPARTAN, che probabilmente riuscirà a fronteggiare in maniera più degna, il nome del colosso di Bill Gates. Diciamoci la verità, InternetExplorer non ha avuto la fortuna sperata, perché purtroppo in 20 anni di vita non è riuscito a far fronte alla sua lentezza e alla sua grafica, così come i continui problemi tecnici, che hanno portato milioni di utenti a spazientirsi e a cercare altri browser in grado di funzionare in maniera più pratica e veloce.

Con SPARTAN, quindi, la Microsoft spera di rammendare alla non perfetta funzionalità di InternetExplorer, ma cosa pensare quando non vedremo più quel simbolo blu, ormai parte integrante del desktop? anche se non lo utilizzavamo, era lì, ci siamo chiesti perché la Microsoft non abbia tenuto il nome SpartanExplorer o qualcosa del genere, e quindi cominciamo con il ricordare brevemente la storia dell’ormai anziano InternetExplorer. Nasce nel 1995, ma subito poco dopo viene subito inserita una seconda versione aggiornata e più veloce, da lì in poi è nei successivi venti anni il browser della Microdoft raggiunge la sesta versione, che sembra funzionare bene ed avere un discreto numero di utenti ad utilizzarlo, fino al 2004, quando nuovi competitori si azionano creando Mozilla Firefix, Safari ed Opera, e nel 2008 la ciliegina sulla torta di Google Chrome.

Le cose da qui in poi, si mettono male per InternetExplore, che nel 2006 lancia la settima versione, il problema era che il sistema di Windows Vista non era abbastanza per evidenziare le nuove caratteristiche di questa ultima versione, e quindi anche questa fallisce miseramente. Microsoft sembra così determinato al perfezionamento del suo browser, che nel giro dei 5 anni successivi lancia ben altre 4 versioni di InternetExplorer, che hanno riscosso un buon successo, soprattutto con i Cellulari. Il principale problema riscontrato era la sua grande vulnerabilità ai virus, da sempre sconosciuta a Safari, per esempio, quindi il browser Microsoft non è alla fine mai riuscito a fronteggiare la competizione.

Ti ricorderemo con un click…

E poi la storia si ferma qui, a causa di in efficienze tecniche e alta possibilità di vitalità telematica, InternetExplorer chiude i battenti, per far fronte ad un altro tentativo, partendo quindi da un nome completamente diverso, come se si voleva far capire che si tratta di un browser completamente diverso, quindi andremo a vedere.

20L’era del primo browser della Microsoft è giunta al termine, non vedremo più quel simbolo e non sentire o più quel nome, le nuove generazioni non sapranno neanche che è esistito, mentre per le nostre generazioni ha segnato la nascita dell’era virtuale e della ricerca online, anche se lenta o rumorosa, è stata la prima. Una cosa è certa, ci mancherà non vedere più il suo simbolo sul nostro desktop, e nello stesso tempo ci auguriamo che SPARTAN sia stato creato in maniera tale da far fronte alla velocità e alla facilità di utilizzo di Google Chrome, Safari o Mozzilla.

In hotel mezza giornata!

È capitato a tutti almeno una volta, di recarsi in un hotel e di accorgersi che molto di quello spazio non era utilizzato e molte stanze erano vuote, i motivi potevano essere molti, ma la realtà è che ogni anno i prosperare di attività alberghiere risentono di questi momenti di inattività; il problema che affligge i gestori di hotel, in periodi di non eccessivo affollamento, costano sempre, perché le stanze devono sempre comunque sempre mantenute, il personale che ci lavora di conseguenza pagato, ma al gestore non rientra nulla a causa delle stanze che rimangono nuove. Ecco che la tecnologia arriva in loro soccorso, grazie ad un idea davvero molto originale che cambia il modo di percepire il nostro STARE in hotel.

Sentiamo sempre più spesso parlare di affitti online di qualsiasi struttura, la rete da sempre rappresenta un ottima maniera di sponsorizzare una proprietà o un idea, e anche quello che vi racconteremo ha dell’incredibile, nel panorama della nostra concezione di hotel o SPA. All’estero già da qualche tempo, i proprietari di hotel e strutture ricettive, SPA incluse, sono corsi ai ripari partecipando ad una iniziativa del web che si chiama DayBreakHotels , prevede soggiorni diurni senza pernottamento. Solitamente questi hotel mettono a disposizione la giornata, orari solitamente compresi tra le 10 e le 18, fino a qualche hotel che lascia fino alle 24 per il check out, è tutto questo ovviamente offre di la stanza a metà del prezzo, quindi una cifra davvero molto allettante, sopratutto se si considerano i costi degli hotel o delle SPA. Si tratta anche di un ottima opportunità per i viaggiatori di tutto il mondo.

Piuttosto che lasciare stanze invendute e vuote, le nuove frontiere di internet, stanno aiutando gestori a trovare clienti e turisti a riposarsi per qualche ora; molto simile al concetto di By Hours ideato in Spagna, che questa volta propone pacchetti da sole tre ore fino ad un massimo di 12, si tratta del grande competitor di DayBreakHotels, incassando milioni negli ultimi mesi. In America troviamo ancora BookAdayroom e in India DayHalt, entrambe create su questo principio, con la differenza che sponsorizzano solo edifici del proprio paese. Questa StartUp lanciata anche in Italia, può essere visualizzata su tablet e smartphone, e nel consultarla vi rendete conto di quante opzioni ci sono a disposizione, e per tutti i budget.

Chi sceglie questa opzione?

Per chi si stia chiedendo chi possa interessare solo qualche ora in Hotel, si apre un mondo in realtà, i motivi sono molteplici, chi per viaggio di lavoro di una giornata, chi per gli stop over dei voli, chi per trasferta ha bisogno di qualche ora di riposo, quindi un appoggio comodo per i turisti e non solo. In Italia, abbiamo felicemente abbracciato questo progetto, che ha già riscosso i suoi primi successi, aiutando a migliorare anche le visite agli hotel più o meno rinomati, aprendo la possibilità ad un nuovo tipo di mercato turistico, ad ore, funzionale, pratico e veloce.

Tirana: la nuova capitale delle StartUp

Le cose per l’Albania sembrano proprio essere cambiate, questa nazione ha da sempre ospitato migliaia di call Centre per l’Italia, per diminuire i costi e anche per la quantità di persone che parlano la nostra lingua, e oggi sembra essere diventata in uno dei paesi emergenti più attivi in questioni di StartUp e idee veramente molto innovative. Da qualche anno, sempre più aziende interessate a giovani dalla idee innovative, hanno cominciato a collocare sedi anche nella capitale albanese. Ora, la storia di questo paese è davvero molto particolare, perché è stata sotto moltissimo tempo in un regime totalitarista, e dalla sua scomparsa e nel giro di una decina di anni, è riuscito ad avere una crescita enorme, e mentre prima di emigrava, adesso molti albanesi tornano alla madre patria, dove riescono a ricostruire quello che desiderano, nella loro terra.

Per riportare a casa i suoi cittadini e per evitare di perderne altri, lo stato ha così attuato un piano volto alla tecnologia e all’innovazione, puntando sulla ricerca di menti giovani e volenterose; succede anche un altro fenomeno, ossia di studenti albanesi che studiano oltre terra, per poi tornare con una laurea per applicare quanto imparato, migliorando le condizioni della nazione. Nel nostro paese, si calcolano più di 30 mila aziende di proprietà albanese, e questo è decisamente un ottimo numero di imprese, nel nostro paese. Partiamo anche dal presupposto, che oltre a parlare italiano, conoscono bene anche l’inglese e questo facilità sempre molto, ma non solo molti albanesi parlano più di tre lingue, nella media.

La stessa cosa sta succedendo ad altri paesi, lacerati dalla guerra per anni, come il Kosovo, che ha cominciato a investire per migliorare tutto quello che la guerra glia e va impedito. Ne sentiremo sicuramente parlare, ma ancora di più dell’Albania, che supporta le aziende dalle idee creative e originali, tutto ruota intorno al mondo delle StartUp, perché il popolo albanese ci crede, e soprattutto investe nei giovani, cosa che dovremmo imparare. Tutto ciò non è andato inosservato a Local Eyes, un colosso della localizzazione con clienti molto famosi come la Apple e Amazon, che ha deciso di aprire una delle sedi a Tirana, investendo anche sul progetto Talent Garden, alla ricerca di giovani dalle idee innovative.

Le Collaborazioni internazionali

La cosa che rendo questo progetto ancora più entusiasmate sarà la creazione del co-working campus, un luogo che aggregherà e darà moltissime opportunità a tutte le giovani menti, che vorranno tentare di rendere reali le loro idee. Un grande capannone, in centro città, che darà la possibilità ai giovani di farsi sentire, di poter realizzare le loro idee, oltre che ad avere l’appoggio di colossi del mondo tech e delle istituzioni pubbliche del paese. Sembra che il Talent Garden, il TAG, sia agli inizi di una fruttuosa vita, centro di idee e di innovazione, all’interno di un paese che si è svegliato davvero molto bene e altrettanto velocemente.

La tecnologia salutista che INDOSSI

Negli ultimi tempi si sta dando uno sguardo particolare alla maneggevolezza dei dispositivi tecnologici, e quindi un orologio si trasforma in tutto fare, un bracciale in un assistente personale, un cerchietto in un computer cerebrale, insomma le novità della tecnologia tascabile e indossabile, hanno puntato sulla praticità e sull’utilizzo nel nuovo show della tecnologia. Quasi sempre, i nostri tablet o i cellulari sono connessi con le invenzioni indossabili, ma non è sempre il caso.

A londra, pochi giorni fa si è tenuta una fiera dei gadget che si indossano, beh si tratta in realtà di oggetti creati dopo una lunga ricerca tecnologica, che mirano alla più totale semplificazione della nostra vita, oltre che a provvedere al nostro benessere. Tutto cominciò da quando la Apple, decise di mette in commercio iWatch, capace di svolgere tale note tante funzioni, da rendere difficile ogni tipo di competizione, al principio; l’ultima fiera sulla tecnologia indossabile, alla quale hanno ovviamente partecipato tutti i colossi dell’elettronica, ha aperto molte altre nuove frontiere.

Una delle invenzioni più apprezzate è bai curarmene stata Ritmo Beats che nasce con l’idea di dare un monitoraggio costante alla mamma, grazie ad un fascio ne che si poggia sul pancione, e tramite dei sensori permette di controllare il battito del corpo del bimbo, e di fargli ascoltare la musica; questo permetterà alle mamme di poter controllare non solo il battito del bimbo ma anche il loro donando estrema sicurezza. La stessa cosa vale per Plumora, ideato per una donna in carriera, un bracciale in oro a 18 carati che funziona con meccanismo Bluetooth e si illumina quando si ricevono mail o telefonate.

Permette inoltre di essere collegato a dispositivi iOS e Android, di conseguenza un vero gioiellino, in tutti i sensi; ancora, per il mondo degli atleti, degli appassionati di sport e dei trainer attiva Game Traka, nato per monitorare e dare informazioni sulla prestazione lo stato di salute degli atleti, senza dover premere nessun bottone, basterà inserirlo nelle magliette, e il dispositivo penserà a tutto da solo, un vero gioiellino dello sport, al quale pochi professionisti rinunceranno. Ma come si dice, non c’è solo il fisico, allora la mente dove la lasciamo? A questo discorso ci ha pensato Muse InterXon, che permette di analizzare la propria attività cerebrale, per riuscite a migliorare gradatamente contenta razione ed attenzione. Quindi un apparecchio che potrebbe essere ancora utile per gli sportivi, come per chi ha bisogno di rilassarsi o di ottenere più concentrazione, questo apparecchio permetterà di monitorare la funzionalità del tuo cervello.

Orologio non mi scotto…

E ultimo, ma non per importanza, un altra grande invenzione che abbiamo apprezzato molto, si tratta di un oggetto che sembra un orologio ma non lo è, o meglio ha il compito di segnalarci se stiamo passando troppo tempo al sole, per evitare scottature dolenti e pericolose, sembra un giocattoli o, colorato, piccolo, ma davvero molto funzionale, soprattutto se si ha bisogno di monitorare il tempo da passare sotto il sole.

Fare Giustizia con un Cellulare

Una storia di cronaca nera, accaduta poco tempo, fa ma non l’unica, purtroppo, che testimonia l’abuso di potere delle autorità competenti, coloro che dovrebbero proteggere il cittadino. La storia che stiamo per raccontare accade a Baltimora, in Marica, ed ha come protagonista un ragazzo di colore, fermato da due poliziotti senza avere commesso nessun reato, per essere poi trovato poco dopo senza vita. La vicenda è stata registrata da un video su u. Cellulare di un ragazzo che abitava dove è successo il fatto, un video corto, abbastanza per capire che il ragazzo era stato fermato senza motivo e caricato in, dai poliziotti, ancora in vita, ma che così non ci arrivo alla stazione di polizia, morì prima.

Negli Stati Uniti, abusi di potere dovuti a motivi razziali o semplicemente per crudeltà pura, succedono molto spesso, e molti innocenti hanno perso la vita senza motivo, uccisi da calci e pugni, senza sapere perché. Che trista storia, e purtroppo abbiamo riscontrato che il nostro paese non è da meno, anzi, perché questi fatti orribili succedono ovunque nel mondo. Sulla storia del povero ragazzo di Baltimora, ci si chiede come le telecamere del quartiere non siano riuscite a regista tre ciò che il ragazzo fece con il cellulare, e anche qui non è la prima volta che queste o altre telecamere, posizionate per la sicurezza dei civili, non riescano a funzionare quando dovrebbero. Il video del cittadino non ha fatto altro che portare un ennesima prova di quanto spesso e in che modo avvengono orribili e ingiusti abusi di potere.

A Baltimora, questo fatto ha smosso la folla, e migliaia di persone si sono riunite in piazza per protestare contro queste terribili ingiustizie, e anche alla solidarietà dei cittadini; si tratta del caso in cui la tecnologia ci ha permesso di scoprire una verità altrimenti non riscontrabile, purtroppo. Ma non tutti sono di questo parere, prima di vedere il video, c’erano ancora persone che sostenevano l’innocenza dei due poliziotti, sempre per questioni trista nere razziali. La verità è che le persone che svolgono lavori come quello del poliziotto dovrebbero essere monitorati ed analizzati psicologicamente e periodicamente, per evitare di scegliere dei mostri, soprattutto per queste mansioni, nelle quali la violenza e l’aggressività sono già comprese nel pacchetto, fare il poliziotto dovrebbe SOLO voler dire proteggere i civili.

I cittadini… Per I cittadini!

POTERE quindi ai video e alle fotografie, mezzo di verità e giustizia. Purtroppo, si testimoniano moltissimi casi al mondo di cittadini che si sono adoperati per documentare, aiutare e supportare la condanna verso qualsiasi tipo di abuso di potere, i video e le fotografie dei nostri cellulari sono strumenti molto importanti quando si chiama in gioco la vita e il diritto alla stessa, e quindi DEVONO essere utilizzati come forma di informazione, a testimonianza di ciò che non funziona correttamente, cosa bisognerebbe estirpare e chi condannare.

La creatività e gli emisferi cerebrali

Si tratta di un incredibile dibattito scientifico, che dura da alcuni decenni, o da almeno da quando i neuro scienziati si sono adoperati per capire come funziona il nostre cervello, come opera,manuale parte comanda quale impulso e sensazione. Abbiamo quindi sempre pensato che la nostra massa cerebrale si comporta in maniera diversa, in modo correlato, ma che l’emisfero destro è quello sinistro diano impulsi diversi al nostro cervello.

La storia che ci hanno insegnato dice che l’emisfero sinistro rappresenta l’organizzatore, pianifica, analizza ed è razionale, mentre l’emisfero destro è vivace e creativo, l’arista; si tratta di ciò che si studia ancora oggi sui libri di scienza, ciò che ha da sempre formato il nostro pensiero sulla natura e sulle funzioni del nostro prezioso cervello.Bene, dalle ultime ricerche condotte, sembra che questa non sia la vera storia della differenza tra emisferi, ma solo di una parziale verità.

Approfondendo la storia, abbiamo scoperto che questa differenza nasce da studi condotti precedentemente, che definivano i due emisferi come collegati ma volti a svolgere funzioni differenti, da una parte la percezione con il destro e dall’altra la comprensione con il sinistro. Le prime vere evidenze di questa strana correlazione furono ipotizzate più di duecento anni fa, dopo un lungo percorso di esperimenti volti a definire la differenza reale delle funzioni dei due emisferi; i risultati furono molto interessanti e gli scienziati finirono così con il terrorizzare che l’emisfero destro era la parte non verbale e sintetica e globale, mentre quello sinistro era destinato all’elaborazione del linguaggio e alla programmazione.

Dove si trova realmente?

Le ultimissime in materia suggeriscono una storia ben diversa; un equipe di neuro linguisti e scienziati si è messo all’opera per capire in che modo nasce la creatività e se veramente viene sviluppata da una sola parte del cervello quello destro, come si era sempre pensato. Il risultato ditegli ultimi esperimenti, ci racconta una storia ben diversa; se da una parte non si può più fare affidamento ad una divisione netta per le funzioni svolte dai due emisferi, gli scienziati hanno aperto la strada a studi più specifici andando a considerare il cervello nel suo insieme, e i due emisferi sono più connessi di quanto ci si aspettava.

Sono in realtà diverse parti, comprese in entrambi gli emisferi, che caratterizzano la creatività, di conseguenza esiste una grandissima correlazione tra tutte le parti coinvolte nel nostre cervello; sono state inoltre adottate altre parole per definire questa connessione, quindi secondo la scienza moderna, il nostro cervello funziona come un Network, hanno perciò diviso la massa cerebrale in tre parti diverse: Executive Attention, Imaginative e Salience, e questi circuiti sarebbero a loro volta controllati da parti comprese in entrambi gli emisferi, si tratta quindi di una correlazione molto più complessa di quella teorizzata fino ad ora. La creatività nascerebbe semplicemente da uno squilibrio del network attenzione, che favorisce l’immaginazione e le idee, quindi si tratta di equilibrio tra i tre circuiti cerebrali definiti.

La ricerca di un vaccino contro la Malaria

A pensarci bene abbiamo trovato il vaccino per qualsiasi cosa o quasi, almeno di quelle terribili malattie che sono costate la vita a migliaia di persone come il tifo, o la peste, siamo riusciti a liberarci di malattie orribili, ma ce ne sono alcune che da tempo mettono alla prova i migliori ricercatori di tutto il mondo, che lavorano duramente cercando di trovare una soluzione alla loro esistenza, e un esempio, del quale si sente ,otto parlare anche oggi, la malaria. Questa grave malattia affligge moltissimi luoghi in tutto il mondo, e per molto tempo si è trattata di una vera piaga, ancora oggi rimane un problema allarmante al quale non abbiamo ancora saputo trovare un rimedio è questo preoccupa davvero perché la malaria è generata dalla puntura di una zanzara che ne trasporta il gene, ci sono quattro tipi di zanzare che causano la malattia, la maggioranza delle persone afflitte sono gli Africani, anche a causa delle condizioni climatiche che aiutano il proliferarsi di questa pericolosissima zanzara.

Per i viaggiatori che si avventurano in luoghi remoti, dove c’è questo problema, viene sempre consigliata l’assunzione di medicinali prima della partenza, durante il soggiorno e dopo il soggiorno, una sorta di terapia antimalarica che dovrebbe minimizzare la possibilità di infezione, anche se punti, ma in realtà non ci sono vere garanzie di tutto questo, è la cura solitamente dura tre mesi, i medicinali molto pesanti, quindi molte persone prendono il rischio e partono senza prendere nulla.

In realtà, le notizie sulla malaria non sono veramente così spaventose, nel senso che la puntura è sicuramente evitabile se si prendono le dovute precauzioni, utilizzando zanzariere, insetticidi e creme anti puntura, ma anche curabile, nel senso che se viene presa in tempo si hanno ottime probabilità di sopravvivere, cerca di eliminare il protozoo pericolo dal sangue, in casi gravi tramite l’iniezione di una sostanza particolare che andrebbe a bloccare l’avanzamento dell’infezione dovuta alla puntura. Ma ovviamente tutto ciò è possibile se ci si rende conto è soprattutto si hanno i mezzi per contrastarla, e purtroppo il terzo mondo non ha questa forza alle sue spalle.

Le ricerche continuano…

La malaria quindi si può prevenire, e se presa allo stadio giusto anche curare, ma diverso il discorso di trovare LA cura, quel vaccino in grado di preservarci, evitando la morte di milioni di bambini e adulti innocenti. Il vero problema rimane la creazione di un vaccino effettivamente capace di tenere lontano questo problema, e sembra che per quanto le ricerche abbiano fatto passi da gigante,male percentuali rimangono troppo basse; anche se i medici aggiungono che non era mai successo una riuscita in un vaccino ai primi studi, e se lo associamo ad un altra cura, le possibilità di guarigione salirebbero esponenzialmente. Quindi siamo relativamente all’inizio nel trovare una vera soluzione capace di poter una volta per tutte bloccare e speriamo debellare questa terribile piaga.

Il terremoto in Nepal: era prevedibile?

Il 25 Aprile del 2015 un terribile terremoto di magnitudo 7,8 si è abbattuto sul Nepal, causando la tragica morte di migliaia di persone, mentre milioni resteranno senza una casa; dopo lo Tsunami, è stata la calamità naturale che ha determinato la morte di più persone, oltre che a radere al suolo intere città e villaggi, la cosa strana è che si era verificato un altro terremoto di magnitudo più forte in Chile l’anno prima, e in quel caso le conseguenze non sono state così catastrofiche, eppure, considerando la forza maggiore del terremoto in Chile, le conseguenze avrebbero dovuto essere peggiori, e ovviamente per fortuna non fu così.

Ma perché? Nel caso specifico del Chile, questa nazione dopo un terremoto molto forte che costò la vita di migliaia di persone nel 1960, conoscendo la geologia dello rio paese e la frequente incidenza di terremoti, decise di costruire edifici anti sismici, preparando un piano regolamentato per la loro costruzione. Se da una parte si potrebbe quindi minimizzare l’impatto dei terremoti costruendo edifici adatti, dall’altro per questioni geologiche, ci sono dei luoghi al mondo che rischiano sempre, e il motivo sarebbe da cercare nelle faglie. Nel caso dei due paesi, Nepal e Chile, se messi a confronto si nota che in Chile è caratterizzato dall’incontro tra due placche, una dell’Oceano e una del continente, e in questo caso risulta molto più semplice individuare i luoghi soggetti a terremoto, e prendere le dovute precauzioni; quindi in Chile i terremoti sono molto frequenti ma anche abbastanza prevedibili.

Discorso diverso quello del Nepal, che dipende da una convergenza tra continente e continente, cioè una vera e prova collisione tra due placche della stessa natura, e questo tipo di terremoto è purtroppo molto difficile da prevedere, oltre che a non essere assolutamente frequenti.

Nel caso di convergenza di placche continentali, può anche succedere che non si verifichi nessun tipo di cambiamento nel corso di centinaia di anni, ma se poi immaginiamo che la maestosa catena montuosa dell’Hymalaya è nata in questo modo, non si fa tardi a percepire la potenza di questo tipo di terremoti. E sembrerebbe che al mondo non sia l’unico caso, città come Istanbul e Teheran si trovano al di sopra di un altra convergenza di faglie continentali, anche se il movimento è poco attivo. Quindi sembrerebbe che questo tipo di terremoti non siano prevedibili, per o conoscendo le locazioni a rischio, si potrebbe agire di conseguenza, evitando stragi orribili come quella accaduta recentemente. Si tratta di prevenire le conseguenze catastrofiche creando un piano anti sismico per la costruzione di future abitazioni e città.

L’intuito degli animali

Tra i video che hanno colpito di più di quel giorno, sono sicuramente quelli che mostravano stormi interi alzarsi e fuggire via dal terremoto, un po’ quello che era successo per lo Tzunami, sembra incredibile ma sembra pro io che gli animali percepiscano questi accadimenti prima di noi, probabilmente esiste davvero un sesto senso che loro hanno saputo mantenere con la natura, un rapporto che noi non abbiamo più.